Presentazione

Accademia dei Pugni, un'associazione culturale costituita nel luglio del 2010.

L'Accademia nasce per celebrare e riportare in vita la straordinaria esperienza di comunione intellettuale che si creò tra i membri dell'Accademia dei Pugni nata nella seconda metà del Settecento e che animò la città di Milano durante il dominio austriaco: la "Città dei Lumi". Da quella Accademia nacque poi la la rivista "Il Caffè", un giornale che ha fatto storia per i suoi contenuti innovativi.

L'Accademia dei Pugni ha come obiettivo di ricreare la stessa energia propulsiva e il fermento che innervarono Milano in quel periodo storico, facendo della capitale lombarda un polo culturale di riferimento per l'intera Europa.

L'Accademia dei Pugni, ha adottato l'orchestra "Silete Venti!", importante realtà nel panorama musicale nazionale ed internazionale, come strumento per rivelare e spiegare attraverso la musica le ragioni e la sensibilità della Milano dei Lumi e dell'Europa di quel periodo.

Milano, Ottobre 1771

"La venuta in Milano di S. A. R. l'Arciduca Ferdinando Carlo d'Austria per assumere il governo della Lombardia austriaca, e le nozze del medesimo con S. A. R. l'arciduchessa Maria Ricciarda Beatrice d'Este meritavano d'esser celebrate con quella pompa che testificasse la grandezza dell'avvenimento; e che, dando luogo al concorso del popolo, aprisse il pubblico animo e ne manifestasse la interna satisfazione e letizia.

Ad ambedue questi oggetti fu provveduto dalla Maestà, della Imperadrice Regina, nostra clementissima sovrana: imperocchè, dopo aver essa stabilito che il dì quindici d'ottobre, in cui si solennizza il suo augusto nome, fosse quello dell'ingresso in questa metropoli e delle nozze del real figliuolo, ordinò ancora che ne' giorni consecutivi si celebrassero pubbliche feste a spese del regio erario.

Le quali feste, siccome, per la sovrana munificenza e per lo zelo di chi le procurò e diresse, riuscirono d'universale contentamento; così si è giudicato opportuno di serbarne memoria col tesserne la breve descrizione che qui si presenta.

Fra il giocondo commovimento di tutta la città, animata dalla imminente venuta di Sua Altezza Reale, dai preparamenti che vedeva farsi, dalla straordinaria affluenza de' forestieri che di giorno in giorno sopravvenivano, entrava uno spiacevole sospetto, che cessando il lungo sereno della stagione, non si venisse ad impedire lo sfogo del gaudio comune e la compiuta esecuzione delle feste ordinate. Il sospetto divenne disperazione, quando, nel dì tredici, si vide cambiare il bel tempo in una dirotta pioggia, e questa continuare anche il dì quindici, con minacce di lunga durata. Ma questo accidente medesimo fu cagione di più grata sorpresa, perchè nell'ora stessa che Il Reale Arciduca giunse in Milano rasserenossi in un subito il cielo, e tornò a risplendere il sole più chiaro che mai." Questo resoconto, ad opera del Parini, delle Maestose nozze e Feste che coinvolsero la cittá sono il miglior modo per cominciare un viaggio attraverso la grandezza di Milano in uno dei momenti piú esaltanti della sua straordinaria storia. Un viaggio che abbia la musica come protagonista, un viaggio immaginato per poter rappresentare alcuni dei aspetti piú " alti " di quest´epoca bellissima e irripetibile".

Il viaggiatore che arrivava a Milano attorno al 1770 rimaneva spesso affascinato e colpito dalla bellezza e dalla personalitá della cittá fatta di ponti, canali e piccoli porti nei quali la gente svolgeva un attivitá frenetica. Lunghi viali alberati portavano al centro, centro nel quale centinaia di case in piccoli e stretti vicoli si toccavano quasi per abbracciarsi facendo da corona a una Cattedrale che, benché non ancora terminata dopo tre lunghi secoli di lavori, appariva nella sua straordinaria imponenza e unicitá. Questa Milano era parte dell'impero Austro-Ungarico, ma parte integrante e non colonia e soprattutto viveva nella seconda meta del '700 un'epoca veramente speciale e rara dal punto di vista intellettuale.

Milano grande capitale dell' Illuminismo europeo!, serate e salotti stimolati da personalitá come Parini, i fratelli Verri e Beccaria!

Il giornale appena fondato, "Il Caffé", è sede di gran fermento intellettuale, le idee sono nuove, illuminate e addirittura in grado di "educare" e indirizzare la capitale Vienna e Caterina di Russia (come nel caso del fondamentale libro "Dei delitti e delle Pene" di Beccaria) verso una rivoluzione grande e non cruenta. Anche dal punto di vista musicale Milano è una Capitale, affascinante e meta di grandi artisti che qui arrivano, come nel caso di Mozart, convinti di poter apprendere molto e con il desiderio di restare: "sopra di noi c' è un violinista, sotto ce n'è un altro, accanto c'è un maestro di canto che dà lezione, nella stanza di fronte un oboista. "È una bellezza per comporre ! Ti fa venire tante idee" (Mozart alla sorella ; Milano, 24 Marzo 1771)

Un grande Teatro , centro assoluto e totalizzante di emozioni e creativitá rappresenta un dono impagabile e rappresentativo per le ambizioni della Cittá.

" Il Teatro alla moda "...

La musica (e che musica!) ricopriva un ruolo di assoluto protagonista: "si canta nelle piazze, nelle vie e sui canali; i bottegai mentre vendono la loro mercanzia, gli operai mentre lavorano: soprattutto si canta nei Teatri. Il Teatro del Settecento in Italia era un luogo molto diverso da quello che conosciamo oggi: era la casa del divertimento, (oltre che della musica) e l'opera, sfarzosa, ricca d'artifici scenici, era "solo" il fulcro attorno al quale ruotava un universo incredibile. Dal pomeriggio a notte fonda la città viveva, nella luce irreale e magica delle candele, in questi luoghi progettati per assecondare i desideri e le voglie del pubblico. I palchetti erano il mondo ideale per mangiare, organizzare incontri segreti, tramare, amoreggiare e di tanto in tanto concentrarsi sulla musica. Il ridotto, oggi asettico salone, era la sede del gioco d'azzardo più sfrenato: il governo lo teneva in vita perché rappresentava "la maggiore fonte d' introiti delle Cittá. I vizi sono assolutamente necessari alla vita dello stato". (Goudar)

Sopra (nei palchi) stavano i ricchi, sotto (in platea) stavano i poveri, questo universo parallelo nel quale era obbligatorio l'uso di un cappello a falde larghe poiché era buon usanza dall' "alto", buttare di tutto (ma proprio di tutto non esistendo i bagni!). Il baccano era assordante tanto che la moglie di un Ambasciatore veneziano a Parigi scriverà stupefatta: "i teatri qui sono molto differenti dai nostri, figuratevi che ci si va per stare zitti e ascoltare". Per la realizzazione delle stagioni venivano investite esagerate quantità di denaro: Castrati e Primedonne erano le vere star dell'epoca e come tali si comportavano tra litigi, capricci e richieste sempre più esose e strampalate. Situazioni in cui le protagoniste sputano, si urlano ricamati improperi, si strappano vestiti e parrucche, erano all'ordine del giorno, e ancor più venivano fomentate dai clan rivali. Da loro dipendeva molto del successo di un'opera e per questo l'impegno di compositori ed impresari, era dedicato, con attenzione e cura maniacale, a compiacere i loro desideri "Il Compositore incalzerà e lenterà il tempo dell'Arie a genio de' virtuosi, dissimulando qualunque loro indiscretezza, col riflesso che la propria Riputazione, Credito ed interesse, sta in le lor mani; che perciò gli cambierà, occorrendo, Arie, Recitativi, Diesis, Bmolli, Bquadri, etc." (B. Marcello " Il Teatro alla Moda ")

La musica a Milano raggiunge livelli altissimi, sviluppando una vera scuola apprezzata in tutta Europa. Esempio eclatante é rappresentato da Giovanni Battista Sammartini: passato alla gloria come "inventore della sinfonia", Sammarini fu sicuramente uno dei Maestri piú rispettati dell'epoca. La sua arte riscosse il tributo dei piú grandi musicisti di tutto il continente e attiró a Milano artisti come Gluck , J.C. Bach ( che verrá soprannominato il Bach milanese ) e Mozart.

... e le riforme

"....Gli effetti di un tal regime illuminato e benefico erano rapidi e progressivi. La popolazione accre- scevasi; le moderate imposizioni, e l'impiego della parte di esse eccedente le spese dello Stato, in opere pubbliche di strade, canali, fabbriche di ogni sorta, nell'arricchire le biblioteche, i musei, i gabinetti scientifici, in sovvenzioni e premii a promovere l'agricoltura e le manifatture, diffondevano l'istru- zione, l'agiatezza e la prosperità in tutte le classi: beati tempi...."

Cosí Pietro Verri nella sua splendida "Storia di Milano" (di fondamentale aiuto perché raccontata attraverso la voce di un protagonista della politica che cambió la nostra cittá), spiega la situazione: "... Durante il ministero del conte di Firmian furono eseguite le più importanti riforme; e in queste si fecero procedere di pari passo le materie civili e le ecclesiastiche. Si fece sparire ciò che ancora rimaneva delle immunità personali e reali del clero; si proibirono le carceri private alle comunità religiose; fu abolito l'asilo sacro: istituzione incompatibile coi nuovi tempi, e per lo più scandalosa nella pratica. Il Santo Ufficio dell'Inquisizione venne soppresso. Si limitò la giurisdizione ecclesiastica ..."; l'abolizione dell'inquisizione, della tortura e della pena di morte rappresentano una rivoluzione straordinaria, che dimostrano quali ideali animassero la cittá di Milano.

Ma non é tutto: creazione del piú bel sistema monetario che all'epoca si conoscesse, ampliamento e ambizione nell'universitá di Pavia (cittá sotto la guida di Milano) con la nascita assolutamen- te innovativa di una Cattedra di Economia, creazione dell'imponente Biblioteca di Brera e della scuola di belle Arti, nascita e sviluppo della specola astronomica, sotto la direzione di Boscovich, fondazione del Pio Albergo Trivulzio dedito all'aiuto dei poveri anziani e al loro sostentamento, fondazione di un Museo di Storia naturale e mineralogia, nascita della Societa patriottica per i progressi dell'agricoltura, delle arti e delle manifatture. Tutto questo e tant' altro ancora fecero di Milano una cittá all' avanguardia, un esempio da studiare e seguire in tutta Europa.

Milano, cittá d'acqua

Il nostro viaggio nella Milano dei lumi, continua dedicando la nostra attenzione all'urbanistica e alla sua architettura. La sua piú evidente differenza con la Milano dei nostri giorni é legata all'acqua: la cittá era infatti percorsa da una serie di canali che ne caratterizzavano la bellezza e naturalmente l'economia. Proprio in questi anni, dopo quasi tre secoli trascorsi in sterili progetti e in infelici tentativi, fu resa perfetta la navigazione dall'Adda a Milano coll'apertura del canale detto di Paderno, tagliato nel margine del monte, per cui le navi dal bacino di Lecco potevano scendere liberamente nell'antico naviglio della Martesana. Il risultato é ancora una volta eclatante: in pochi anni gran parte delle strade vengono lastricate permettendo grandi vantaggi per la viabilitá.

Sempre Pietro Verri ci informa sulle grandi trasformazioni legate alla bellezza della Cittá: " ... Le arti e le manifatture ebbero più sorta d'incoraggiamenti con premii, con privilegi, con sovvenzioni in danaro. E tra le belle arti l'architettura in ispecie godette del più deciso favore. Era di già stato chiamato da Napoli il migliore architetto che allora avesse l'Italia, Luigi Vanvitelli, a dirigere gl'importanti ristauri che si fecero nel palazzo di corte per l'arrivo del reale arciduca. Si chiamò poscia il più distinto de' suoi discepoli, Giuseppe Piermarini di Foligno, il quale cogli esempi de' molti nobili lavori che eseguì nel corso di più di vent'anni, potentemente in ciò sussidiato dagli abili professori ed allievi della nuova accademia delle belle arti, restituì in onore l'architettura tra noi, purgandola di quanto ancora le rimaneva degli stupri Borromineschi, benché né l'uno né gli altri fossero riusciti ad elevarla alla maestà dei grandi modelli. Sono opere di Piermarini la regia ducale corte, la real villa di Monza, il compimento del palazzo di Brera, il monte di Santa Teresa, il nuovo gran teatro costruito dove esisteva la collegiata della Scala, di cui ritenne il nome, compito nel 1778, e l'altro della Canob- biana, aperto al pubblico nell'anno seguente. I privati signori si volsero, com'è il solito, a corteggiare il gusto di chi presiedeva al governo dello Stato, imitandolo; onde si viddero più antichi palazzi ristaura- ti o rinnovati, e tra questi meritano speciale menzione i due palazzi del principe e del conte generale di Belgioioso, l'uno eretto circa i tempi di cui parliamo, sotto la direzione di Piermarini, l'altro nel 1790 (salito poi all'onore di real villa) dall'architetto Leopoldo Polack, di cui bell'opera fu pure la facciata dell'insigne tempio di Rhò, ch'era stata lasciata imperfetta dal celebre Pellegrini" .

Accademia dei Pugni

Narra la leggenda che un gruppo di intellettuali e nobili si trovassero a casa di Pietro Verri (in con- trada del Monte oggi via Montenapoleone) per frequenti ed appassionati dibattiti.

Tra essi: Cesare Beccaria, Luigi Lambertenghi, Giuseppe Visconti, Gianbattista Biffi, Pietro Secco-Comneno, l'abate Alfonso Longo, il Barnabita Paolo Frisi e naturalmente il padrone di casa e il fratello Alessandro. Tali incontri erano cosí infuocati che spesso finivano a cazzotti.

Questi stessi protagonisti saranno, partendo proprio dall'esperienza dell'accademia dei pugni, anche gli ideatori di una straordinaria impresa editoriale: la creazione del giornale "il Caffé" esperienza entusiasmante e dimostrazione di un livello di democrazia rara per l'epoca. Assolutamente libero da censure, il Caffé ospitó le idee, (anche le piú radicali), di chiunque volesse partecipare, diventando la "stella polare" di tutto l'illuminismo italiano.

Molti di questi grandi intellettuali sono autori di testi che verranno letti e studiati in tutta Europa. Testi illuminati come il fondamentale "Dei Delitti e delle pene" di Cesare Beccaria o le "Osservazioni sulla tortura" e il "Discorso sull'indole del piacere e del dolore" di Pietro Verri.

Di straordinaria importanza é che tali personalitá fecero parte dell'amministrazione dello Stato milanese e questo rende ancora una volta l' idea di quanto illuminata e virtuosa fosse l'energia che avvolgeva Milano in quegli anni.

 

 

 

 

 

Accademia dei Pugni Milano